LA SESAMOIDITE…QUEL FASTIDIOSO DOLORE SOTTO L’ALLUCE. COS’È E COME SI CURA

Il piede è un organo molto complesso, a causa della sua particolare struttura anatomica, in cui ogni singolo elemento contribuisce attivamente alla deambulazione e conseguentemente al gesto atletico del correre.
Spesso molte persone si lamentano per un dolore che si focalizza generalmente alla base del primo dito, in un area in cui anatomicamente si trovano dei piccoli ossicini chiamati Sesamoidi.

Tali ossicine, sono inserite proprio nella lunghezza del tendine, un po’ come la rotula del ginocchio che è inclusa nel tendine rotuleo. L’infiammazione di questi sesamoidi prende il nome di sesamoidite ed è dovuta a continui traumi, generalmente in soggetti giovani che praticano attività fisica come la corsa o la danza, ma può colpire qualunque soggetto.
Vista la stretta vicinanza delle piccole ossicine rispetto alle strutture tendinee, generalmente si nota una infiammazione di entrambe le strutture, che facilmente viene scambiata per una semplice tendinite.

Sintomi
Proprio,i sintomi e la velocità di insorgenza, aiutano il medico a fare una diagnosi precisa, in quanto parliamo di un decorso progressivo, che è caratteristico, oltre naturalmente alla zona interessata. Infatti l’articolazione metatarso-falangea, che si trova tra il primo raggio e la prima falange è considerata una articolazione fondamentale nella deambulazione, e sopratutto nella corsa dove l’appoggio monopodalico ne beneficia.

A cosa servono i sesamoidi?
Le ossa sesamoidi, per anni sono state un po’ bistrattate e bollate come ossa inutili..Invece, tali strutture, pur non essendo fondamentali nel piede, tendono a comportarsi come pulegge, e rafforzano e stabilizzano il tendine durante la contrazione.
L’area infiammata risulta dolente al carico, e regredisce il dolore fuori appoggio del piede, talvolta assistiamo ad un area leggermente gonfia, arrossata e dolente..sintomi che possono anche estendersi alle aree circostanti.
L’area però non è praticamente mai livida.

Quali sono le cause della sesamoidite?
Correre è certamente un gesto naturale, ma entrano in gioco spesso molte variabili, che portano a sovraccarichi delle nostre strutture. Infatti, il terreno su cui si pratica il podismo é certamente un fattore predisponente, oltre all’uso di scarpe non proprio comode, che inficiano il giusto posizionamento del piede. Se a questo si aggiunge magari un piede magro e privo di “Cuscinetti adiposi”, oppure un arco plantare accentuato (come nel piede cavo) in cui abbiamo un carico maggiore nell’avampiede.
Certamente esistono degli sport che favoriscono tale condizione come la pallacanestro, la corsa o il volley..ma come già spiegato, qualunque attività, che richiede un gesto atletico ripetuto, è favorente la comparsa della sintomatologia.

I tacchi alti infine sono molto pericolosi, in quanto tutto il peso viene “Scaricato” nell’avampiede, magari costretto in calzature strette…

Trattamento:
In passato, molti chirurghi ortopedici, hanno proposto interventi per rimuovere i sesamoidi, proprio considerando la loro scarsa funzione…ma oggi invece, sempre più raramente si ricorre alla chirurgia per risolvere la sesamoidite.
Il rispetto del dolore, deve essere in primis un segnale che deve essere temuto e considerato un campanello di allarme. Per cui il riposo appena possibile, è certamente il primo approccio corretto.
La fisioterapia, se ben eseguita è sicuramente una valida alternativa alla chirurgia.
Il fisioterapista, deve considerare e spiegare al paziente che esistono due tipi di momenti per curare la sesamoidite:
1) fase iniziale volta al miglioramento del sintomo doloroso: qui viene curato il sintomo mediante terapia fisica come la TECARTERAPIA, il LASER ad alta potenza e spesso gli le ONDE D’URTO. In tale fase, possono essere integrate le terapie fisiche con il ghiaccio (almeno 3 volte al giorno), oltre a pomate medicamentose da applicare più volte al giorno.
2) Fase secondaria in cui si deve trattare la causa, per cui, è buona norma analizzare la corretta postura, le calzature, ed eventualmente studiare l’appoggio del piede con speciali strumenti baropodometrici utili anche a confezionare dei plantari su misura.

In definitiva il consiglio che noi dello studio CE.MA. SPORT ci sentiamo di dare, è sempre quello di cercare di rispettare il proprio corpo, ascoltando i sintomi,e non lesinando sugli strumenti come le calzature. Si può e si deve curare la sintomatologia, a patto che vengano rispettate le 2 fasi sopradescritte.