DOLORE AL GINOCCHIO: ALCUNI ESERCIZI UTILI DA FARE IN CASA

Nella nostra terza rubrica vi illustreremo 6 esercizi molto semplici da effettuare in casa per cercare di ridurre la sintomatologia dolorosa al ginocchio. Gli esercizi proposti saranno indicati per dolori al ginocchio dovuti principalmente a problematiche di tipo artrosico o cartilagineo, ma anche per meniscopatie non gravi. Lo scopo di questi esercizi sarà quello di rinforzare i muscoli che proteggono le nostra ginocchia; principalmente il quadricipite ma anche il gluteo, il gastrocnemio (polpaccio), gli adduttori (muscoli interni della coscia) e gli abduttori (muscoli esterni della coscia). La tonificazione di questi gruppi muscolari garantirà, oltre ad una maggiore protezione del ginocchio, un miglioramento della postura ed una facilitazione di tutte le attività di vita quotidiana.

Es. 1 “ISOMETRICI DA SUPINO” (per il quadricipite)

Paziente supino con un cuscino sotto al ginocchio. L’altro ginocchio piegato con il piede appoggiato sul

letto. Premere il ginocchio sul cuscino per 5 secondi, con il piede a martello, quindi tornare lentamente nella posizione di partenza.

L’esercizio può essere eseguito dapprima con ginocchio e piede dritti poi leggermente rivolti all’esterno

(45°).

                                                                                                                    (10 ripetizioni X 2 serie)

Es. 2 “ALZATE A GAMBA TESA” (per il quadricipite)

Paziente supino.  Premere il ginocchio interessato sul letto con il piede a martello e sollevare la gamba tesa fino all’altezza dell’altro ginocchio, e scendere molto lentamente fino a toccare il letto.

L’esercizio può essere eseguito dapprima con il ginocchio dritto poi leggermente rivolto all’esterno (45°).

                                                                                                                    (10 ripetizioni X 2 serie)

Es. 3 “Sollevamento sulle punte dei piedi” (per i polpacci)

Tenendo l’equilibrio vicino a una parete (ad esempio) o anche accanto a una sedia, posizionare i piedi divaricati alla larghezza delle anche e una volta raggiunta una condizione di equilibrio e stabilità sollevare lentamente i talloni da terra spingendo il corpo verso l’alto (non in avanti o all’indietro). Stringere il sedere e contrarre gli addominali aiuterà a tenere l’equilibrio e tonificare globalmente anche le gambe. Tenere questa posizione per un periodo che vada tra i 3 ed i 10 secondi, rilasciare e ripetere tante volte quanto possibile.

Es. 4 “ABDUZIONI A GAMBA TESA” (per i muscoli esterni della coscia)

Paziente in decubito laterale sul lato sano con il ginocchio sottostante flesso per ottenere una maggiore

stabilità, corpo in asse (spalla e caviglia soprastanti in linea). Eseguire le abduzioni di 45° circa, quindi

tornare lentamente nella posizione di partenza.

                                                                                                                  (10 ripetizioni X 2 serie)

Es. 5 “ADDUZIONI CON PALLA TRA LE GINOCCHIA” (per muscoli interni della coscia)

Posiziona una palla tra le ginocchia. Esegui delle pressioni sulla palla, prima lentamente (20 ripetizioni), poi velocemente (20). Contrai i glutei e le cosce: il movimento non parte dallo stringersi delle ginocchia ma dalla contrazione dei muscoli delle gambe. Espira quando stringi la palla, tenendo la pancia in dentro in modo da fare lavorare il pavimento pelvico, l’addome e gli adduttori.

                                                                                                                  (20 ripetizioni x 3 serie)

Es. 6. “IL PONTE” (per i muscoli glutei)

 La posizione di partenza è quella sdraiati a pancia in su. Tenete le braccia adese lungo il busto e poggiate per terra; appoggiate poi i piedi al suolo, in modo che possiate fare leva su di essi. Iniziate l’esercizio alzando il bacino lentamente, fino a raggiungere la massima altezza possibile, contraendo i glutei il più possibile. Per aumentare l’intensità di questo esercizio, vi consigliamo di tenere sopra al bacino un peso, come ad esempio una scatola o una bottiglia di acqua.

                                                                                                              (20 ripetizioni x 3 serie)

ALLA FINE “DELL’ALLENAMENTO” E’ CONSIGLIABILE AGGIUNGERE LEGGERI ESERCIZI DI STRETCHING DELLA CATENA MUSCOLARE POSTERIORE

Nota Bene: se durante l’esecuzione di determinati esercizi da noi consigliati, dovesse esserci una reazione dolorosa dell’articolazione in oggetto, se ne impone l’interruzione immediata e si consiglia di effettuare, nel breve tempo possibile, una visita specialistica per una attenta valutazione clinica del caso.  

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Tendine spalla rotto o lesionato | Cosa fare, e come comportarsi

Hai un dolore alla spalla, forte che ti attanaglia e su suggerimento del medico hai eseguito un indagine approfondita come una Ecografia o una Risonanza magnetica, e hanno riscontrato un Tendine spalla rotto o lesionato?

Bene, anzi male! In questa guida di oggi, analizzeremo quali sono i tendini della spalla che possono essere rotti oppure subire una lesione, cercando di fornire un vademecum corretto per tornare a muovere la spalla in maniera corretta senza più dolore.

Tendine spalla Rotto o Lesionato : le cause

I tendini per loro definizione sono strutture connettivali che hanno la funzione di unire i ventri muscolari andando di fatto a connetterli con l’osso. Per fare un esempio possiamo immaginare il corpo umano come una marionetta (ossa) che per muoversi ha bisogno dei motori (muscoli) che interagiscono mediante dei fili (tendini). Esistono tendini con forme diverse, diametri differenti e struttura più o meno resistente. I tendini della spalla in particolare sono molti in quanto i movimenti di questa articolazione sono davvero innumerevoli

Le cause di rottura o lesione possono essere catalogate in 3 grandi aspetti:

Rotture Traumatiche: Sono le lesioni più frequenti nello sport o in incidenti anche banali che portano improvvisamente ad una contrazione eccessiva del muscolo che letteralmente “strappa” il tendine causando una lesione
Rotture da impingment: sono le lesioni legate ad un movimento ripetuto che impatta con altre strutture determinando lentamente una lesione prima parziale eppoi totale del tendine.. un pò come una corda che struscia contro uno spigolo e lentamente si rompono i fasci, e tale condizione porta il tendine alla rottura.
Rotture Atraumatiche: generalemente sono lesioni complete o parziali che avvengono per un indebolimento della struttura come negli stati senili oppure dopo l’assunzione di farmaci come cortisone o antibiotici.
Quali sono i tendini della spalla che possono rompersi?

La spalla è probabilmente una tra le articolazioni più complesse del nostro corpo in quanto i muscoli che permettono i movimenti, sono molti, e agiscono su 3 dimensioni permettendo di fatto che la spalla si orienti in ogni direzione. I tendini più importanti sono certamente:

Bicipite: il tendine del capolungo agisce come grande stabilizzatore dell’omero agendo anteriormente sui muscoli della cuffia dei rotatori: i muscoli della cuffia dei rotatori sono Sovraspinoso (il più debole), Sottospinoso, Sottoscapolare, e piccolo Rotondo. La loro azione è quella di permettere una rotazione della spalla ovvero dell’omero sulla scapola

Sintomi di un tendine rotto o lesionato della spalla

Se si sospetta di avere una lesione alla spalla è bene rivolgersi velocemente ad un medico.
Per capire quali sono i sintomi e sopratutto se sussistono sintomi che dipendono dalla lesione bisogna prima fare la distinzione tra:
Tendine Rotto: per definizione si parla di rottura, quando il tendine si trancia di netto, creando una situazione in cui un capo viene trazionato e accorciato dal muscolo che lo porta a se, e la zona inserzionale si allontana quindi dal muscolo
Tendine Lesionato: la lesione è invece una condizione in cui il tendine si rompe parzialmente ma ancora non è rotto completamente. tale condizione è la più frequente, la più dolorosa.
Quando un tendine è rotto, il primo segno è certamente il dolore! Va capito ulteriormente se il tendine è rotto analizzando i movimenti. Infatti una rottura completa porta ad una impossibilità a muovere il segmento che generalmente viene mosso dal muscolo che vi si inserisce. Sintomo accessorio, è nei muscoli grandi come il bicipite, la presenza di una “Palla” a valle della lesione che indica appunto la contrazione e accorciamento del muscolo.

Se il tendine è solamente lesionato, è certamente il dolore a guidare il medico, ma può essere conservato il movimento, oltre ad una condizione particolare in cui si avverte dolore sia nel punto della lesione sia a valle. Talvolta il dolore è talmente forte da non permettere il movimento, ma aiutando il paziente si noterà comunque un minimo di contrazione. Spesso il dolore è notturno, se si dorme sulla spalla, ed è molto intenso e non risponde benissimo agli antinfiammatori.

Crepitio o sensazione rumorosa quando si muove la spalla in certe posizioni è quasi una costante, e può portare nel tempo e contribuire alla lesione del tendine a causa di un peggioramento.

Quindi una tendinite non curata in maniera corretta espone il soggetto ad una condizione di rottura del tendine in maniera improvvisa.

l dolore si può irradiare dalla spalla al braccio e verso il collo per le cattive posture e l’utilizzo scorretto

Va considerato che talvolta il dolore non è legato alla lesione ma all’attivazione di un trigger point che simula una zona o area di dolore di competenza del tendine lesionato.

Come si diagnostica una lesione tendine Rotto alla spalla?

La prima valutazione deve essere effettuata mediante una valutazione funzionale da parte di un medico, che è in grado di valutare l’entità della lesione. Se troverà delle indicazioni specifiche, sarà sua cura approfondire i suoi dubbi diagnostici, mediante una serie di esami strumentali specifici.

Si parte sempre da una normale lastra rx, sopratutto nelle condizioni in cui viene riferito un trauma diretto per escludere fratture osse. Successivamente per indagare la morfologia dei tendini si potrà fare una ecografia (esame operatore dipendente), oppure si può far eseguire una risonanza magnetica (esame costoso) che riusciranno a evidenziare la rottura o la lesione del tendine della spalla.

Alla base di ogni dubbio diagnostico sarà opportuno sempre eseguire degli esami per evidenziare al meglio la lesione totale o parziale del tendine della spalla. Naturalmente la prognosi cambierà in base al tipo di lesione.

Come curare il tendine della spalla rotto : Cosa fare

Quando ci troviamo di fronte ad una lesione completa di un tendine rotto, l’unica soluzione è quella di trattare chirurgicamente la lesione, andando a reinserire manualmente il tendine sull’osso. Generalmente quando la causa è traumatica si deve procedere ad un intervento celere, per non assistere ad un accorciamento del ventre muscolare che diventa molto complesso da ricostruire.
Negli anni la chirurgia ortopedica ha fatto passi da gigante, e fortunatamente si è passati da interventi a cielo aperto con vistose cicatrici che creavano grandi problemi a riabilitare la spalla operata, a interventi in Artroscopia.

L’artroscopia della spalla è una tipologia di intervento che ha il compito di trattare le lesioni nella spalla, accedendo mediante dei piccoli buchini alla spalla, e inserendo una piccola telecamera per guidare il chirurgo nell’operazione di ricostruzione della lesione articolare.

Come curare il tendine spalla lesionato

Quando si verifica una rottura parziale, ovvero quando il tendine si lesiona, ma ancora sono presenti delle fibre, è possibile che si verifichino due situazioni:

Dolore e comunque impossibilità nel movimento: quindi è una condizione simile alla rottura completa
Dolore ma conservato il movimento: quindi si può procedere ad un recupero attivo per tentare di non operare
Questa condizione di lesione parziale del tendine della spalla è probabilmente la più frequente, sopratutto nelle donne dopo i 50 anni. Importante sarà quindi prendersene cura il prima possibile per evitare condizioni patologiche come la spalla congelata. Caratteristica comune è certamente un dolore persistenete alla spalla.

La fisioterapia per il tendine della spalla lesionato

La fisioterapia rappresenta la soluzione migliore per tentare di evitare o comunque posticipare un eventuale intervento chirurgico. Non siamo contro la chirurgia, capiamoci, ma i tempi di recupero per un intervento alla spalla possono non essere compatibili con il momento del paziente (parliamo comunque di almeno 30 giorni di tutore + recupero articolare e di mobilità.. quindi almeno altri 30 giorni!!). Per cui il trattamento fisioterapico è ottimo per molte persone che non possono essere operate nell’immediato, oppure per tutte quelle che hanno subito una rottura parziale, e quindi possono comunque convivere con questo problema.

Per prima cosa è bene ricordare che seppur dovesse aver successo un trattamento fisioterapico, è possibile in qualunque momento che si verifichi una rottura del tendine lesionato!t

Il fisioterapista procede per prima cosa ad una valutazione della spalla con test muscolari al fine di individuare i muscoli in disfunzione, ipotonici, che nella biomeccanica della spalla sono fondamentali per non sentire dolore. Infatti proprio un corretto equilibrio della muscolatura della spalla è alla base di ogni riabilitazione , e non è possibile farne a meno. La Terapia Manuale è quindi la soluzione al problema ed è considerata dalla letteratura scientifica il miglior trattamento per ridare forza e salute alla spalla lesionata.

Il fisioterapista, procede con delle manovre manuali a liberare l’articolazione ed imposta una serie di esercizi terapeutici specifici per riportare in equilibrio i muscoli.

Si può avvalere in questo contesto di alcuni strumenti o macchinari al fine di accelerare la guarigione e migliorare il sintomo del dolore.

La terapia strumentale è un valido aiuto, in quanto risulta utile nella fase acuta a ridurre il sintomo doloroso, che altrimenti limiterebbe la terapia manuale e l’esercizio terapeutico specifico, e risulta utile nella seconda fase per accompagnare la terapia manuale per sfiammare subito dopo il trattamento manuale e limitare una nuova infiammazione.

Sono certamente di aiuto macchinari come il Laser ad alta Potenza, la Tecarterapia o la FREMS. Talvolta si può valutare di noleggiare una Magnetoterapia Cemp per poter continuare il trattamento domiciliare a casa.

Conclusioni

Il recupero di un tendine spalla rotto o lesionato è un percorso molto delicato, che non va sottovalutato. Affidarsi a mani esperte e sopratutto preparate è certamente il primo passo per un recupero completo e senza rischi di recidive. Noi del CE.MA. Sport abbiamo pensato un percorso completo per il recupero di una spalla dolorosa, personalizzato in base alle esigenze del caso.